Economia e Finanza

Valutazioni congiunturali e politiche sugli Stati Uniti

A cura di Mario Calvo-Platero

Elezioni di novembre. Ormai non si parla d’altro. I quattro eventi principali delle ultime settimane sul fronte di politica estera (Corea del Nord), interna (vittoria Lamb in Pennsylvania), sociale (dimostrazioni nazionali degli studenti) ed economica (tariffe) hanno assunto una forte connotazione elettorale. Due sviluppi positivi per Trump: 1) l’OK a un vertice con la Corea del Nord per discutere di disarmo nucleare 2) una politica tariffaria aggressiva su alluminio e acciaio seguita da minacce contro la Cina su prodotti generalizzati. Due negative per i repubblicani e per il Presidente:
1) la vittoria del democratico conservatore Conor Lamb nel distretto Sud Occidentale della Pennsylvana contro il repubblicano Rick Saccone e 2) la protesta di migliaia di studenti dalla Florida alla California, da New York al Colorado contro la National Rifle Association (NRA) e la straordinaria facilità con cui si possono acquistare armi da fuoco pesanti semiautomatiche.

Altri sviluppi normalmente della massima importanza, come il licenziamento in tronco del segretario di Stato Rex Tillerson e la nomina di Mike Pompeo alla guida del dicastero degli esteri; l’apertura di Trump alla Russia di Putin con un possibile invito alla Casa Bianca, la fragilità della borsa, che conferma la sua vulnerabilità, mostrando movimenti di grande volatilità; il blocco dell’offerta ostile da 117 miliardi di dollari di Broadcom per Qualcomm. In tempi normali ciascuna di queste notizie avrebbe avuto un impatto molto forte, ma nel contesto degli eventi di queste settimane, sono stati sviluppi rimasti sullo sfondo.

Infine, il terremoto alla Casa Bianca e i cambiamenti nell’entourage più vicino a Trump. Il “massacro di marzo” diventa la chiave di volta per capire meglio le dinamiche di questo mese “pazzo”. I licenziamenti eccellenti e i volti nuovi, alcuni non rassicuranti, che entrano nell’orbita del Presidente, i colpi di scena si sono inseguiti con rapidità sorprendente nonostante gli standard ai quali ci aveva già abituato questo Presidente. E che l’istinto guidi bene Trump è confermato dai miglioramenti dei sondaggi: la politica americana sarà in uno stato di improvvisazione, ma le uscite del Presidente piacciono e i suoi indici di gradimento variano fra il 42% e il 50%, in aumento rispetto a mesi fa e superiori agli indici di gradimento di Barack Obama nello stesso periodo del suo primo mandato.